Per uno spettatore consapevole

Percorsi di visione condivisa

di Elisa Faggioni

Perché si sceglie di andare ancora a Teatro? A che serve il Teatro? Chi è il pubblico di oggi? E soprattutto sappiamo riconoscere il bello dal brutto? “È un pubblico di talento che determina un teatro di talento. Ogni pubblico ha il teatro che richiede e gli svaghi che sceglie. Studiando la decadenza delle arti si comprende la decadenza dell’itera società.” Charles Dullin. Il problema del teatro oggi è un problema culturale, un problema sociale e solo partendo dall’educazione del pubblico possiamo rispolvero.

Per uno spettatore consapevole” è un progetto che mira ad organizzare degli incontri di educazione del pubblico attraverso percorsi di visione condivisa. Obiettivo principale è restituire al pubblico la capacità di essere “consapevole” appunto e cosciente di ciò che sta osservando.

Quando decidiamo di andare a teatro compiamo un atto di grande generosità. Ci accomodiamo nelle poltrone e attendiamo con curiosità l’attimo in cui le luci della sala si spengono e intorno si fa silenzio. Entriamo con garbo e in punta di piedi in un ambiente da esplorare scena per scena. Accogliamo l’atto creativo con attenzione, siamo disposti ad emozionarci, a ridere, a commuoverci, ci mettiamo in ascolto insomma, in empatia con gli attori, noi e loro come in uno stesso spettacolo.

E non merita rispetto tutta questa sensibilità? L’inchino che l’attore ci fa a fine spettacolo è proprio il suo ringraziamento per aver partecipato insieme a lui all’atto teatrale e il nostro applauso ne è la risposta che a sua volta induce un altro ringraziamento e così via … in un rituale che di rito ormai non ha proprio più niente perché ha preso il sapore di una pantomina, una menzogna di maniera, un artificio tra incompetenti.

Chi ringrazia chi, e per cosa? Perché rimanere due ore seduti su una poltrona, magari anche scomoda, a vedere qualcosa che non si comprende, strano, noioso o peggio ancora che consideriamo brutto? Perché un attore dovrebbe inchinarsi ad un pubblico che non lo capisce o che non lo apprezza?

Parliamone.

Per uno spettatore consapevole” aspira a fornire quegli strumenti utili allo spettatore per comprendere il teatro. Perché possa essere lui in grado di decidere il suo intrattenimento e non altri.

Chi non sa non può scegliere, chi non sa si accontenta, chi non sa si inganna. Andando dietro “agli altri” si snaturalizza  lo scopo solo e unico del teatro: l’elevazione! E si diventa complici di un imbarbarimento della società.

“Vorrei che il palcoscenico fosse stretto quanto il filo di un funambolo, cosicché nessun incompetente oserebbe metterci piede”. Questa non è mia, è di Goethe, ma io posso aggiungere che anche la platea dovrebbe ospitare spettatori esperti.

Organizzazione:

  • Sono previsti e 10 visioni di spettacoli (presso teatri di Roma e provincia);
  • 8 incontri annuali in sede aperti a riflessioni, feedback e critica guidata allo spettacolo visto e introduzione a quello da vedere.
  • Attraverso convenzioni gruppi (riservato ai soci del Teatro dell’Applauso) si potrà assistere agli spettacoli usufruendo di biglietti a prezzi ridotti;
    9 spettacoli in programma saranno decisi dall’organizzazione mentre 1 sarà a scelta dei partecipanti;
    Durante gli incontri in sede i partecipanti saranno invitati a sviluppare critiche e considerazioni sullo spettacolo visto.
    Al termine del percorso è previsto la stampa di un libretto con le considerazioni elaborate.

Per partecipare inviate un’email a info@teatrodellapplauso.it

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