CORPO

STAGE FIGHT - Combattimento scenico

Lo stage fight è una disciplina che sviluppa fortemente la concentrazione, le capacità mnemoniche, il lavoro in team e in coppia e al contempo offre un ampio bagaglio di possibilità per chi voglia percorrere la carriera del film d’azione o del teatro in costume. Viene insegnato per il combattimento a mani nude e con armi, tra cui spada e pugnale.

Lo stage fight è una disciplina che risale all’epoca del teatro elisabettiano, ma che si specializza all’inizio dell’ottocento.
Gli ufficiali degli eserciti europei avevano infatti l’abitudine di esibirsi in spettacoli teatrali per raccogliere fondi per le famiglie dei commilitoni caduti e dovettero necessariamente codificare il combattimento poichè veniva svoltoe con le loro proprie armi e comunque combattendo cercando di essere realistici ma senza recarsi danno.

All’inizio del ‘900 il cinema era ancora muto per cui il combattimento era la forma espressiva più utilizzata per dare vigore al linguaggio filmico, dalle torte in faccia chapliniane ai film di cappa e spada di Douglas Fairbanks.

Negli anni cinquanta e sessanta si sviluppa ancora il combattimento nei film storici come Ben Hur, ma negli anni settanta, l’arrivo di un grande maestro come Bob Andreson rilancia il combattimento a partire da “Guerre stellari” fino a “Il Signore degli anelli” o lo “Zorro” con Antonio Banderas.

 

Training psicofisico emozionale

Il corso si basa su una serie di tecniche e metodologie che approdano al training psicofisico dell’attore passando attraverso i metodi di consapevolezza corporea, lo yoga, le ginnastiche dolci, la danza e il movimento creativo.

L’obiettivo è quello di ridurre il più possibile il gap che esiste tra mente e corpo operato dalla cultura occidentale moderna.

Sulla scena tutto ciò si traduce nel concetto di presenza dell’attore e cioè quando l’attore riesce a trovare la concentrazione tale per essere pienamente consapevole delle sue azioni di fronte al pubblico e a padroneggiare i suoi sentimenti.

Nella vita questo lavoro porta ad essere più consapevoli di se stessi e delle proprie potenzialità, più presenti nel presente.

Le melodie del corpo

 

Quale strumento hanno in comune attori, danzatori e cantanti? Il corpo!

Ed è proprio dal corpo che partiremo per creare consapevolezza di sé stessi, dell’altro e dello spazio in cui ci muoviamo. Un percorso che affronta il movimento e la voce come due strumenti che interagiscono a vicenda influenzandosi l’uno con l’altro nel ritmo, nella qualità e nell’intensità.

Attraverso una serie di pratiche fisiche apriremo i canali del respiro e quindi dell’emissione sonora prima e del canto o della parola poi, liberando il percorso dell’emissione da blocchi ed ostacoli.

In una prima fase di riscaldamento ci occuperemo di riportare il corpo in una condizione neutra e cominceremo a scaldare contemporaneamente tutti gli apparati che collaborano all’emissione vocale, per far sì che diventi un canale il più possibile disponibile al messaggio di cui ci faremo portatori.

In una seconda fase ci dedicheremo alla sperimentazione guidata di sequenze di movimento e voce per arrivare ad un lavoro personale su un testo (parlato o cantato).

 

Conducono il laboratorio

Elisa Faggioni e Delfina Cornacchia (recitazione)

Alessandra Filippi (canto)

Irene Maria Giorgi (danza)

 

Date del laboratorio

20 gennaio 2018 dalle 16 alle 19

17 febbraio 2018 dalle 16 alle 19

17 marzo 2018 dalle 16 alle 19

21 aprile 2018 dalle 16 alle 19

19 maggio dalle 16 alle 19

9 giugno dalle 16 alle 19

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